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L’associazione marxista “Unità Comunista”, aderente al Coordinamento per l’Unità dei Comunisti, esprime sdegno e costernazione per l’ennesimo episodio intimidatorio messo in atto dalle forze della repressione al soldo del governo imperialista italiano, teso a colpire per l’ennesima volta quanti lottano e si oppongono alle politiche guerrafondaie, antisociali ed antipopolari perpetrate dai vari governi di centro destra e centro sinistra.
Con un blitz notturno in stile film poliziesco hollywoodiano con tanto di elicotteri e ROS in passamontagna, cinque compagni di Spoleto sono stati prelevati dalle loro case ed arrestati con la solita accusa di associazione sovversiva. Sulla base di un teorema ridicolo, e servendosi dell’articolo 270 bis ereditato dal Codice Rocco promulgato in era fascista, le forze repressive, con l’appoggio della stampa e dei mass media ad esse asserviti, hanno etichettato i compagni spoletini come “pericolosi anarchici insurrezionalisti pronti a passare dalla fase del proselitismo e diffusione delle proprie idee, a quella della lotta armata”.
In realtà Michele, Fabrizio e gli altri compagni di Spoleto sono colpevoli semplicemente di opporsi, con la loro attività quotidiana e alla luce del sole, alle logiche di speculazione e di maltrattamento ambientale, colpevoli di combattere, al fianco dei movimenti e delle popolazioni locali, ogni tentativo portato avanti dai governi nazionali e locali di consegnare beni pubblici fondamentali nelle mani di affaristi senza scrupoli, colpevoli di lottare per una società libera dal profitto e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura.
Contro questi compagni si è levato il plauso bipartisan da parte di esponenti di centrosinistra, nazionali e locali, con in testa il Presidente della Regione Umbria Lorenzatti, i quali si sono congratulati con le forze dell’ordine per l’efficacia dell’operazione“antiterrorismo”: l’ipocrisia e la sfacciataggine di questi mestieranti della politica sono davvero senza limiti!
Tutto ciò in un contesto caratterizzato negli ultimi mesi da un’ondata repressiva indiscriminata e a trecentosessanta gradi: prima gli arresti nel nord-est, finalizzati a depotenziare l’ondata di mobilitazioni contro la base NATO Dal Molin di Vicenza; poi la repressione dei compagni dei centri sociali, Gramigna e Askatasuma; quindi gli sgomberi di case e centri sociali a Roma e Milano; infine, negli ultimi giorni, prima l’ondata di licenziamenti e di intimidazioni nei confronti di operai e compagni del sindacalismo di base a Milano, Melfi e Taranto, e infine l’ignobile sentenza con cui la magistratura borghese decreta, per i compagni indagati per i fatti di Genova, pene per oltre due secoli di galera.
Sembra essere tornati indietro di 50anni all’epoca del maccartismo, quando sotto l’accusa di essere comunisti o anarchici, centinaia di persone venivano arrestate senza neppur disporre delleforme più elementari di tutela legale.
Questo è il nuovo modello disocietà che ci prospetta il nuovo Partito Democratico: legge, ordine e repressione per i proletari e per chiunque lotti per i diritti sociali, profitti, favori e protezioni di ogni tipo per padroni, affaristi e politicicorrotti.
Oggi centrodestra e centrosinistra e i loro lacchè dei massmedia di regime, per coprire agli occhi del popolo le loro vergogne, si inventano una nuova categoria sociologica: la categoria del terrorista.
Non più quindi il tradizionale dualismo tra proletariato e borghesia, tra lavoratori e padronato, tra sfruttati e sfruttatori, ma la sostituzione della prima con una nuova classe: quella dei terroristi.
Terroristi sono coloro che lottano contro le politiche di distruzione ambientale; terrorista viene definito chi si oppone alle politiche che vanno contro gli interessi dei lavoratori; terroristi sono quelli che lottano per veder riconosciuti i propri diritti, che lottano per il diritto allo studio, al lavoro, alla casa, all’assistenza; terrorista è chi si oppone all’occupazione della propria terra; in poche parole terrorista è chi non si assoggetta alle politiche delle elité borghesi e che ha ancora la forza, la volontà di lottare per un mondo diverso.
Un’etichetta, quella di terrorismo, utilizzata dai governi borghesi per legittimare la repressione delle avanguardie delle lotte, e della quale abusano i mass-media borghesi per incutere tra l’opinione pubblica un clima di paura e di costante tensione e apprensione, e per scoraggiare i settori della popolazione che manifestano una certa sensibilità alle problematiche sociali.
In realtà, pensiamo che questa escalation repressiva sia sintomo di debolezza e nervosismo da parte del governo Prodi e del centrosinistra nazionale e locale, i quali evidentemente iniziano a rendersi conto del malcontento montante nel paese e della loro impotenza di fronte alla ripresa delle lotte sociali e delle mobilitazioni popolari contro le loro politiche di guerra e precarietà, e, non riuscendo a contenere il dissenso, usano la repressione come unica arma che gli resta adisposizione.
Non è un caso se questo ed altri atti intimidatori avvengano proprio alla vigilia dello sciopero generale del sindacalismo di base del 9 novembre contro l’ignobile accordo tra governo-Confindustria e Cgil-Cisl-Uil, teso ad aumentare l’età pensionabile e ad introdurre norme ancor più schiavistiche e precarizzanti nei rapporti lavorativi.
Come compagni e compagne dell’Associazione Unità Comunista, ci stringiamo attorno al nostro compagno Aurelio Fabiani, padre di Michele e lui stesso vittima di un intollerabile atto intimidatorio attraverso il sequestro del computer e del materiale politico da esso prodotto, nonché alle famiglie degli altri quattro compagni arrestati.
Certi che tale operazione, dalla connotazione più politica e mass-mediatica che giuridica, si sgonfierà nei prossimi giorni e restituirà i compagni colpiti ai loro quotidiani compiti di lotta e mobilitazione, cogliamo l’occasione per ribadire con forza la nostra ferma volontà di opporci a qualsiasi forma di repressione delle lotte.
LIBERTA’IMMEDIATA PER I COMPAGNI UMBRI ARRESTATI
CONTRO
LA REPRESSIONE E LA VIOLENZA BORGHESE
SOLO LA LOTTA DICLASSE PAGA.
Associazione Marxista Unità Comunista
(aderente al Coordinamento per l’Unità dei Comunisti)
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