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La enorme solidarietà espressa dalla città di Spoleto, centinaia e centinaia di mail, SMS, lettere, telefonate; attestati di solidarietà continui, senza tregua, che non ti lasciano un momento in qualsiasi luogo ti trovi e che hanno reso palese che il teorema terroristico cucito addosso ai nostri 5 ragazzi non si regge in piedi, a qualcuno non piace, perché sa che il senso comune della gente è il giudice più temuto di tutti..
E’ uscito un articolo sul Il Messaggero di oggi 31 ottobre, a firma di Italo Carmignani e Vanna Ugolini, di una gravità enorme.
Un titolo che criminalizza in modo inaccettabile: Ragazzi-terroristi, arrivano le prime ammissioni, rispetto al quale vedremo il da farsi dopo aver sentito gli avvocati. Un linguaggio da trincea con una serie di figurazioni pesantissime che tende ad amplificare il già grave quadro accusatorio, condito di falsità. I giovani della COOP-FAI (falso), arrestati perché accusati di avere mandato due proiettili alla Presidente Lorenzetti, di avere devastato un cantiere edile (falso), e di voler progettare e di mettere a segno la lotta armata in nome dell’unione internazionale (??????) anarchico-insurrezionalista.
E questa volta non c’è un "avvalersi della facoltà di non rispondere" a schermare la verità……..Ma soprattutto parlano indicando un punto di riferimento, una sorta di trascinatore, colui che forse più degli altri teorizzava la lotta armata.
I due giornalisti poi con una interpretazione originale della professione copiano letteralmente le ultime 11 righe dell’articolo pubblicato sullo stesso giornale, nell’edizione del 27 ottobre a firma di Claudio Bianciardi a pag 54 dello stesso: Il padre di Fabiani, Aurelio ha spiegato: "mio figlio è un anarchico, militante, trasparente. Tutto quello che scrive lo ha sempre pubblicato su siti internet perché non ha nulla da nascondere e fa bene ad affermare le sue idee. Forse non sapeva che il figlio pochi minuti prima davanti al giudice aveva detto altro." Aggiungendo di seguito: che aveva negato la sua appartenenza alla falange (!!!!! Tanto per colorire le imputazioni ) anarco-insurrezionalista. Riprendendo tra l’altro una affermazione del loro collega, che già conteneva una grave distorsione dei fatti. Infatti chiunque dotato di un minimo di cultura sa bene che in Italia c’è la libertà di professare le proprie idee, mentre è vietato organizzare associazioni clandestine, tanto più se "armate". L’Anarchia è un’idea, la COOP-FAI è una sigla che indica qualcuno che si è organizzato per fare delle azioni clandestine. Ignoranza o malafede ? Il fatto che tre giornalisti cadano nello stesso errore lascia pochi dubbi sulla risposta.
Faccio appello a quanti svolgono la funzione di giornalista con onestà e coraggio affinché, anche attraverso la pubblicazione di questa mia lettera si blocchi sul nascere il tentativo evidente in questo articolo di colpire l’enorme simpatia e la grande solidarietà che l’intera città ha manifestato per i ragazzi arrestati dopo la spettacolare azione dei ROS, che la città non ha gradito e ha rifiutato insieme alle accuse che la hanno motivata.
Unitamente al tentativo evidente di mettere i ragazzi l’uno contro l’altro, quando invece sappiamo che sono molto uniti, veri amici, diversi tra loro, chi impegnato in politica chi no, ma tutti chiamati a "contribuire" con l’arresto a dare credibilità all’accusa di associazione terroristica.
Faccio appello a quanti, comunque la pensino, onestamente si sono spesi per la verità e per la libertà dei ragazzi a non mollare, perché articoli come questi servono solo a mettere in dubbio le vostre convinzioni e sbattervi in faccia un’altra verità, quella che serve a chi a livello politico e militare ha gestito tutta l’operazione, una verità che suona così: " avete visto, li avete difesi, invece erano proprio delinquenti e terroristi"
Aurelio Fabiani
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