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Stanno giocando con la vita di Michele, Dario, Fabrizio, Damiano e Andrea PDF Stampa E-mail
Scritto da Aurelio Fabiani   
venerd́ 02 novembre 2007
La partita politica senza scrupoli, che mette in gioco la vita dei 5 ragazzi arrestati la notte del 23 ottobre a Spoleto, e che sin da subito si è iniziata a giocare con le dichiarazioni imprudenti della Presidente Lorenzetti, di grande felicitazioni per l’operazione del Generale Giampaolo Ganzer, che hanno avuto il chiaro significato di una condanna preventiva; fermata e messa a tacere dall’enorme solidarietà manifestata dalla città ai 5 giovani e insieme dalle prese di posizione, generali e univoche di condanna dei mezzi usati dai ROS e dell’uso spettacolare che se ne è fatto sui mezzi di informazione, arrivando alla dichiarazione unanime del Consiglio Comunale di Spoleto, è ripresa. Il quadro accusatorio per le accuse gravissime formulate, che non trova riscontri di prova, sta provocando alcune reazioni che non possono non preoccupare chi si sta battendo con ogni energia per la libertà dei 5 ragazzi. Dal 31 ottobre il giornale “Il messaggero” ha imboccato una strada fino a lì non percorsa, di articoli che un tempo si sarebbero detti “forcaioli”, con un linguaggio da trincea, con l’identificazione dei soggetti della vicenda con coloriture guerresche, ridicole quanto pericolose, e con affermazioni false e calunniose che non possono essere certo usate se non di fronte a sentenza definitiva. Il tutto con l’utilizzo di materiali documentali riservati, violando il segreto istruttorio, e utilizzati in modo da stravolgere completamente il loro significato documentale.

Oggi 2 ottobre, la notizia di una circolare di Alleanza Nazionale che giustificando controvoglia i Consiglieri Comunali di Spoleto indica una linea da tenere in tutti Consigli della Regione, “nessuna solidarietà ai famigliari” a sostegno dell’operazione dei ROS ( quindi a prescindere dal giudizio che si ha dei fatti ) e che si conclude in modo vergognoso con queste parole: “ dovendosi evitare all’esterno pubblici distinguo e spiacevoli chiamate in causa del nostro Partito in atteggiamenti sconvenienti ed elettoralmente non paganti. Perugia, 30 ottobre 2007 - Il Presidente Provinciale, Andrea Lignani Marchesani”. Di fronte a questa dura vicenda in questi giorni sono venuti fuori uomini e no.

C’è chi ha raccontato i fatti e li ha commentati come in un paese civile si impone lasciando ai magistrati il compito di giudicare, c’è chi ha sentito come l’intera città di Spoleto la stonatura di tanto “zucchero messo in una piccolissima tazzina di caffè” e in sintonia con la città non lo ha voluto nascondere, rinunciando al qualsivoglia convenienza politica e tra questi alcuni esponenti della destra spoletina; c’è poi chi per paura o per calcolo si è astenuto dal parlare, c’è chi pur svolgendo un ruolo politico di primo piano a livello regionale nella sinistra “radicale” ha invitato chi ha avuto il coraggio di mettere la faccia in questa storia, a stare zitto “perché hanno le prove”, e c’è chi ha tentato di trarne tutto il succo che può portare, come dichiarazioni pubbliche e lettere riservate confessano. Il succo però è la libertà dei nostri ragazzi. Ogni azione deve essere giustificata e tanti passamontagna ed elicotteri e il poco dire ma forte da luoghi forti ha bisogno di conferme, pena il venir meno di ogni credibilità.

E’ un momento delicato, chi li vuole in galera per le più diverse ragioni lo ha capito, tutti coloro che si sono battuti per la libertà, di Michele, Dario, Fabrizio, Damiano e Andrea sono chiamati a continuare con la forza della loro ragione e dei loro sentimenti la battaglia per tirarli fuori dal tritacarne dei poteri che contano, dove li hanno messi.

Aurelio Fabiani

 Il documento integrale di AN Lignani Marchesani è su www.tuttoggi.info
 

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